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25 Febbraio 2026

Vuoi tu Gaspare prendere Flora come tua sposa?

Ed è proprio a questo punto che entrano in scena gli anelli, le fedi… “Ricevi questo anello come segno del mio amore e della mia fedeltà”… e vissero felici e contenti.

Be’ ecco, non sempre le cose vanno così lisce. Ma nel giorno del matrimonio siamo proprio convinti che sarà “per sempre” e le fedi che abbiamo scelto con tanta cura lo testimoniano.

“Fede”, dal latino fides, fiducia, promessa, adesione incondizionata: nella latinità classica indicava la lealtà, la parola data e la correttezza negli impegni, sia pubblici che privati.

La cerimonia dello scambio delle fedi è una convenzione del XX secolo.

Tuttavia, le origini del dono degli anelli per impegnarsi nel matrimonio, per giurare fedeltà o per simboleggiare un legame di cuore sono molto antiche.

ANTICO EGITTO

Circa 3000 anni fa, gli antichi Egizi utilizzavano anelli di forma circolare come rappresentazione dell’infinito. Il cerchio, privo di inizio e fine, era perfetto per rappresentare un’unione eterna.

Gli anelli erano fatti di canapa intrecciata o canne formate a cerchio, simbolo di eternità. Il foro al centro dell’anello rappresentava un passaggio o una porta che conduceva a eventi futuri. Una leggenda racconta che questi anelli venivano posti sul quarto dito della mano sinistra poiché gli Egizi credevano che una vena – la vena amoris – andasse da quel dito direttamente al cuore (in realtà la scienza ha dimostrato dal XVII secolo che tutte le vene del corpo confluiscono al cuore, non solo quella dell’anulare…) 

Gli anelli di canapa o canna fatti dagli antichi Egizi non erano molto resistenti e iniziarono quindi a essere lavorati anelli di osso, cuoio o avorio. Nel corso del tempo, con l’uso di materiali via via più costosi, il valore dell’anello inizio a rappresentare il grado di ricchezza del donatore, nonché – teoricamente… – la qualità dell’amore dimostrato.

I ROMANI

I Romani continuarono la tradizione della fede nuziale, ma l’anello veniva spesso donato dallo sposo al padre della sposa e fungeva da simbolo dell’ “acquisto” della sposa.

Entro il secondo secolo a.C., alla sposa stessa veniva dato un costoso anello d’oro che veniva indossato solo in pubblico. Invece, un semplice anello di fidanzamento – come per esempio l’anello di ferro chiamato Anulus Pronubus -, veniva indossato a casa e sull’anello di ferro a volte era raffigurata una piccola chiave, a simbolo dell’affidamento della gestione della casa.

Anulus Pronubus (fonte: appuntidistoria.it)

Una delle varianti più affascinanti dell’anulus pronubus era appunto quella che includeva una chiave sporgente. Non si trattava di un semplice ornamento; era uno strumento funzionale che denotava le responsabilità di chi lo indossava, a testimonianza della fiducia riposta nella sposa dalla famiglia per ciò che concerneva la gestione degli affari domestici.

IL MEDIOEVO

La Chiesa cattolica iniziò a incorporare lo scambio degli anelli nelle cerimonie di nozze verso il IX secolo, conferendo un significato spirituale all’anello e trasformandolo in un simbolo visibile di un patto divino che rende il matrimonio indissolubile. Il cerchio simboleggiava l’eternità dell’amore e l’unione ininterrotta.

IL RINASCIMENTO

Nei secoli successivi le fedi nuziali rappresentano veri e propri oggetti di valore da scambiarsi tra le famiglie dei futuri sposi. Nel The Book of Common Prayer (1549)*, dopo le parole “Con questo anello ti sposo”, è scritto “Questo oro e argento ti dò”, dopodiché lo sposo doveva consegnare delle monete alla sposa.

Quest’azione rifletteva un’epoca in cui il matrimonio non era necessariamente un’unione di amanti, ma un contratto tra famiglie e un modo per garantire la sicurezza economica della giovane coppia.

Gli anelli venivano talvolta dati anche in modo condizionale, come dimostrato in un vecchio voto matrimoniale tedesco, un vero contratto economico formale: “Ti consegno questo anello come segno del matrimonio che è stato promesso tra noi, a condizione che tuo padre versi una dote nuziale di 1000 Reichsthaler”.

Durante il Rinascimento, gli anelli Gimmel, un tipo di anello puzzle, nacquero in Francia e furono un regalo popolare per la sposa. Queste fedi nuziali erano composte da due fasce intrecciate, una per la sposa e una per lo sposo. Le due metà venivano unite durante le nozze e poi la moglie le indossava. I due anelli, come i due amanti, diventavano uno.

In quest’epoca le fedi nuziali venivano indossate su diverse dita, incluso il pollice (i britannici le indossavano sul dito medio di entrambe le mani). Nelle cerimonie di alcune culture l’anello veniva indossato su una mano prima del matrimonio e trasferito all’altra durante la cerimonia.

FINE XIX SECOLO

In epoca vittoriana (1837-1901) in Europa e America gli anelli divennero più sfarzosi, molto ornati e incorporavano oro e gemme preziose da tutto il mondo, come zaffiro, topazio, rubino, ametista e perla. Divenne popolare avere una fede nuziale disegnata per sembrare un serpente, poiché il marito della regina Vittoria, Alberto, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, le regalò un anello di fidanzamento a forma appunto di serpente. I serpenti, come la fascia circolare, erano simboli di eternità.

La regina Vittoria, salita al trono diciottenne, aveva il privilegio di “scegliersi un marito”, ossia secondo le regole, toccava a lei, essendo di rango più alto in assoluto nel regno, mostrare al futuro sposo il suo desiderio di sposarsi. Un fatto unico e raro, in un Paese dove le donne potevano a malapena avere voce in capitolo su chi sposavano… questo significava che poteva sposarsi per amore, anche se la ragion di stato era al primo posto dei criteri che la fanciulla regale doveva utilizzare. Fu fortunata e donò il suo cuore all’uomo giusto per lei e per l’Inghilterra. Albert era un principe tedesco, parente alla lontana, ma non troppo, della regina e il loro affetto fu sincero per tutta la durata del matrimonio.Il patto di fidanzamento fu sancito col dono dii un anello che Albert donò alla fidanzata, un anello che fece scuola e storia.

Se vi state immaginando un diamante rosa a forma di cuore, avete sbagliato: era a forma di serpente in oro giallo, tempestato di diamanti, con la testa di smeraldo e rubini al posto degli occhi. Un pegno d’amore che a noi oggi pare strano, ma che aveva un significato simbolico di eternità e amore imperituro. E così il serpente per un po’ è stato il protagonista degli anelli di fidanzamento per buona parte dell’800, in forme più o meno stilizzati.

La scelta delle pietre non era casuale: lo smeraldo era considerato da Vittoria il suo colore portafortuna.

 

Anello di fidanzamento a forma di serpente – Epoca vittoriana

IL FASCISMO

Il 18 dicembre 1935 le coppie italiane, e in primo luogo le donne, furono chiamate a consegnare le fedi nuziali ricevendo in cambio anelli senza valore: si consumava così la Giornata della Fede, lo sposalizio simbolico con la patria fascista. Per i suoi coreografi l’offerta collettiva degli anelli nuziali doveva rappresentare la spettacolarizzazione dell’unione mistica delle italiane e degli italiani con il , in risposta alle «inique sanzioni» imposte all’Italia dalla Società delle Nazioni per l’aggressione all’Etiopia. (fonte: treccani.it)

GLI ANNI ’40 E IL DOPOGUERRA

Negli anni ’40 del XX secolo le fedi nuziali maschili divennero popolari nel mondo occidentale. Venivano indossate durante la guerra come dimostrazione di ricordo e impegno verso le mogli.

Dopo la seconda guerra mondiale, la tradizione ha resistito e le fedi nuziali maschili sono ora indossate tanto comunemente quanto quelle femminili.

LE FEDI NUZIALI OGGI

Oggi, la fede nuziale continua a essere un simbolo di amore eterno, ma si adatta alle esigenze e ai gusti delle coppie moderne. L’ampia varietà di stili e materiali – oro giallo, bianco, platino, argento etc. – consente a ogni coppia di scegliere un anello che rappresenti al meglio il proprio legame unico. Alcuni optano per un design classico e intramontabile, mentre altre preferiscono modelli più innovativi o personalizzati. E’ uso comune far incidere all’interno delle fedi il nome dello sposo – e della sposa – e la data del matrimonio. O una qualsiasi frase importante per le due persone.

“Ti ho sposato per allegria” per esempio… (cit. Natalia Ginzburg).

FEDI “SOSTENIBILI”

Le fedi etiche e sostenibili della Gioielleria Belloni legano la preziosità dell’oro e dell’argento alla solidarietà come valore. Possono essere in oro – giallo, bianco, rosa – o in argento ma sempre certificate Fairmined, ossia garantite nella loro origine. I minerali di cui sono fatte provengono da piccole miniere di scala artigianale, gestite nel rispetto dei diritti dei minatori e delle loro comunità, e nella salvaguardia dell’ambiente. Scegliere fedi Ethical Jewels dà un valore aggiunto al vostro matrimonio dimostrando che in un momento così importante per le vostre vite tenete al centro il valore della solidarietà e del rispetto. IN BUONA FEDE.

Nota *

The Book of Common Prayer è il libro di preghiere fondamentale della Chiesa d’Inghilterra e della Comunione Anglicana, pubblicato per la prima volta nel 1549 da Thomas Cranmer. Fornisce una struttura coerente e autorizzata per il culto quotidiano, i sacramenti e i riti, tra cui la Preghiera del Mattino e della Sera, la Santa Comunione, il matrimonio e la sepoltura. Roberts-and-co.com/blogs

Fonti:

appuntidistoria.net

treccani.it

scuoladioreficeria.it

roberts-and-co/blogs

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