29 Gennaio 2026
Chi era San Valentino?
Perché è associato agli innamorati?
Che significato ha oggi questa ricorrenza?
San Valentino, la cosiddetta “festa degli innamorati”, si festeggia ogni anno il 14 febbraio e si chiama così per via del santo cristiano patrono delle coppie di innamorati, ma non è chiaro cosa il santo abbia a che fare con l’amore. Come per molti altri santi, infatti, di San Valentino non si sa molto. Sappiamo che era un sacerdote (forse addirittura un vescovo) e che morì come martire a Roma nel Terzo secolo. Quando venne istituita la sua festa, nel 469, Papa Gelasio I scrisse di lui che era un uomo il cui nome riceveva «giusta reverenza», ma i cui atti meritori erano «noti soltanto a Dio». In altre parole, anche Papa Gelasio aveva pochissime certezze su chi davvero fosse San Valentino e su che cosa avesse fatto prima di essere decapitato dalle autorità romane.
Negli antichi documenti si trova traccia di tre diversi San Valentino collegati al 14 febbraio e non è chiaro se siano tre persone distinte o racconti differenti della vita della stessa persona. Uno di questi santi era nato a Terni, una città di cui poi era divenuto vescovo. Un altro era un sacerdote romano e un terzo era un vescovo della provincia romana d’Africa.
La nascita della festa di San Valentino arriva dalla necessità della chiesa cattolica di sostituire una festa pagana che veniva celebrata tra il 13 e il 15 di febbraio.
Si tratta dei Lupercàli (Lupercalia in latino), una festività romana di tipo purificatorio che si celebrava in onore del Dio Fauno e del suo ruolo di Luperco, ovvero colui che protegge i greggi di pecore e capre dall’attacco dei lupi.
Fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che le celebrazioni prevedevano uomini seminudi, cosparsi di grasso e con il volto coperto di fango. Dopo aver sacrificato del bestiame ovino, dovevano prenderne le pelli, iniziare a correre e colpire a mo’ di frusta chiunque incontrassero. In special modo le donne. Naturalmente una festività del genere era mal vista dalla chiesa, che così ebbe la necessità di sostituirla con qualcosa di meno estremo.
La nascita della festività religiosa viene attribuita quindi a Papa Gelasio I, quando nel 496 decide di cristianizzare la festività romana. Dai 3 giorni di festa si passa a uno solo, fissato per il 14 febbraio, giorno in cui si inizia a venerare il Santo Valentino da Terni.
Nella storia della vita di San Valentino da Terni però non ci sono episodi che possono spiegare il motivo per cui è diventato il santo degli innamorati.
San Valentino rimase un santo tutto sommato poco interessante fino al basso medioevo, quando l’autore e poeta inglese Geoffrey Chaucer (1343-1400) scrisse di «antiche leggende» (probabilmente inventate da lui stesso) in cui San Valentino veniva associato a racconti che avevano a che fare con amanti o altri fatti amorosi. Insomma, Chaucer recuperava San Valentino – o almeno questa è la teoria più diffusa – per trasformarlo nel santo dell’“amor cortese” che proprio in quegli anni cominciava a diffondersi tra l’aristocrazia europea.
Da quel momento storie e leggende sugli atti di San Valentino a favore degli amanti si moltiplicarono.
Grazie a Chaucher la tradizione di San Valentino è rimasta legata soprattutto al mondo anglosassone. Dal Regno Unito è arrivata negli Stati Uniti, dove nel corso dei secoli è stata istituzionalizzata e commercializzata, fino a far sparire quasi completamente la figura del misterioso santo e lasciare tutto il resto.
Nei paesi anglosassoni la stessa parola Valentine indica le lettere d’amore che gli innamorati si scambiano il 14 febbraio. La prima testimonianza dell’uso di questa espressione però è in un documento scritto in francese: una lettera in cui il duca e poeta Carlo d’Orléans, detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt nel 1415, si rivolgeva alla moglie chiamandola appunto così.
L’abitudine di inviare le “Valentine” alla propria innamorata si diffuse capillarmente più tardi, nel XIX secolo.
Ancora oggi si possono ammirare biglietti di auguri romantici di quell’epoca, a volte sagomati, o tridimensionali o stampati con immagini in tema con l’amore.
Questa tradizione è cresciuta a dismisura quando la produzione dei biglietti di auguri è diventata su scala industriale e si è diffusa anche in molti altri paesi.
La festa come la conosciamo oggi però prende forma nel secondo dopoguerra. Quando si inizia a festeggiare San Valentino in modo più sentito e allo scambio di biglietti affettuosi si aggiungono i fiori, le scatole di cioccolatini, i peluche, le cenette romantiche e molto altro.
A noi piace pensare al giorno di San Valentino come accade nei paesi del Sudamerica dove è chiamato “el Día del Cariño”, un giorno in cui si celebrano l’affetto e l’amicizia, la nostra capacità di amare profondamente e, in cambio, di essere amati.
Buon Día del Cariño a tutt*!

Valentina di Esther Howland (ca. 1850): Weddings now are all the go, Will you marry me or no

Poesia scritta a mano, A Susanna, datata San Valentino 1850 (Cork, Irlanda)

Valentina del 1862: My dearest Miss, I send thee a kiss

Cartolina circa 1900-1910