28 Aprile 2026
Non è semplice capire il mercato dell’oro per tutte quelle persone che niente hanno a che fare con quel mondo. Certamente la maggior parte di noi ha sentito parlare dell’incredibile aumento di valore che il metallo prezioso per eccellenza ha visto negli ultimi periodi. Ma cerchiamo di capirne i motivi; cerchiamo di capire perché le oscillazioni del prezzo dell’oro hanno strettamente a che fare con i periodi di instabilità politica, per esempio determinati da una guerra. Ma, soprattutto,
cerchiamo di capire come tutto questo può portare conseguenze, più o meno positive, nelle nostre vite quotidiane.
Ci piacerebbe tentare di dare delle risposte a chi sta pensando di investire alcuni risparmi acquistando oro e a chi sta invece pensando di vendere quei vecchi gingilli ereditati dalla nonna e chiusi in un cassetto da anni.

Oro e periodi di stagnazione lunghissimi
“L’oro è sempre salito nel lungo periodo, è il bene rifugio per eccellenza per cui, a maggior ragione, in un periodo di instabilità, conviene comprare oro e siamo certi che continuerà a salire.”
Ma è davvero così?
In effetti, negli ultimi 50 anni l’oro ha moltiplicato il suo valore decine di volte, sulla carta sembra impossibile perdere soldi.
In realtà, speculare sull’oro potrebbe essere una scelta poco saggia.
Dal 2025 abbiamo assistito a un rialzo costante che ha portato il prezzo dell’oro a nuovi massimi storici, spinto dalle continue tensioni geopolitiche e dall’incertezza globale. Altri picchi storici fondamentali sono stati quelli del 1980 e del 2011, fino a quello del 2020 causato dalla pandemia.
Secondo i dati, nel gennaio del 1980 l’oro ha toccato gli 850 dollari l’oncia durante la crisi iraniana.
È stato il picco assoluto di quell’epoca. Quel prezzo è stato raggiunto ancora soltanto nel 2008, 28 anni dopo.
Questo vuol dire che chi aveva comprato oro nel gennaio del 1980, credendo che salisse ancora, è stato bloccato in perdita per quasi 3 decenni. 28 anni di attesa solo per tornare in pari.
Non solo: c’è anche da considerare il fattore inflazione, ossia il valore reale del denaro: quello che compravi con 850 dollari nel 1980 nel 2008 ti costava circa 2.300 dollari.
Quindi, possiamo dire che chi ha comprato oro a 850 dollari l’oncia nel 1980 ha dovuto aspettare 30 anni per pareggiare l’inflazione e generare un vero e proprio profitto netto.
Non proprio un investimento positivo…
Altro esempio: nel 2011, dopo la crisi finanziaria, l’oro è salito a 1.980 dollari l’oncia.
Tutti compravano…. Poi è crollato a 1.050 dollari. E ci ha messo 9 anni, fino al 2020, per tornare al valore del 2011.
Ecco perché pensare di comprare oro perché “tanto sale sempre…” non tiene conto del fatto che l’oro ha periodi di stagnazione lunghissimi.
L’oro è una riserva di valore
Un altro elemento da tenere sempre a mente è il seguente: l’oro è una materia prima non un asset produttivo. L’oro di per sé non produce nulla, non dà né cedole né dividendi, a differenza di un’azione che rappresenta un’azienda la quale vende prodotti, genera profitti e distribuisce dividendi appunto. L’oro non genera flussi di cassa. Questo è certamente un dato da considerare quando si sta pensando di investire in oro.
Gli esperti del settore, infatti, consigliano di investire in oro un massimo del 5-7% del proprio portafoglio totale, non di più.

Fino al 1971, grazie agli accordi di Bretton Woods, il dollaro era agganciato all’oro. Il cambio era fisso: 35 dollari per un’oncia d’oro.
Tutto il sistema monetario globale si reggeva su questa garanzia americana.
Ma nel 1971 Nixon chiuse questa convertibilità. Da quel momento il dollaro e l’oro non erano più
correlati.
L’oro e la situazione attuale
(un breve approfondimento per chi sta pensando di investire qualche risparmio in oro)
Il 28 febbraio di quest’anno scoppia la guerra contro l’Iran e il prezzo dell’oro – che già da gennaio aveva iniziato a salire ulteriormente rispetto al 2025 – raggiunge il massimo storico superando i 5.600 dollari l’oncia!
Poi, 20 giorni dopo dall’inizio della guerra, il prezzo dell’oro crolla del 15% arrivando a 4.700 dollari l’oncia, smentendo la previsione di continua crescita di molti operatori del settore.
Ma perché succede questo?
Inizia la guerra in Iran e i grandi investitori hanno comprato oro e dollari per proteggersi dall’incertezza. (In realtà, i più grandi acquirenti di oro sono le Banche Centrali soprattutto di Cina, Polonia e Turchia che lo stanno accumulando per ridurre la dipendenza dal dollaro e prepararsi a un mondo meno dollaro-centrico.)
Tutto logico: c’è la guerra, investo in oro, bene rifugio per eccellenza.
Poi, al di là di ogni previsione, il prezzo crolla del 15%, in soli 20 giorni.
L’oro è tipicamente uno dei maggiori beneficiari dell’incertezza politica. Infatti, per i primi 10 giorni del conflitto ha mantenuto il suo valore mentre le azioni e i bond sono stati venduti.
Ma le logiche sono cambiate e ora il mercato dell’oro è sottoposto alle stesse dinamiche che hanno subito gli altri mercati a causa della guerra. È crollato insieme a tutto il resto.
Per capire il perché è necessario guardare al comportamento degli investitori, come gli Hedge Fund – Fondi Speculativi – ossia i fondi che si muovono per primi.
E, altro elemento da considerare, sono i dati di compravendita dei broker grossi, quelli che facilitano le negoziazioni sia di Hedge Fund, sia di altri fondi, sia di grosse istituzioni finanziarie come le banche.
I dati dicono che questi fondi speculativi e altre istituzioni finanziarie hanno dovuto liquidare le loro posizioni in oro perché hanno ricevuto delle margin call, ossia: quando un investitore vuole fare un investimento con una bella scommessa – ed è convinto che il prezzo dell’oro o di un determinato bene aumenterà di molto – invece di investire semplicemente i suoi soldi vuole investirne molti di più. Quindi cosa fa? Prende dei soldi in prestito. E ogni tanto li prende proprio dal broker che si occupa della compravendita e gli dà l’accesso ai mercati.
Ma cosa succede? Succede che se l’investimento invece di salire comincia a scendere, il broker farà quella che si chiama una margin call ossia chiama l’hedge fund e gli chiede i soldi per tutelarsi, perché l’investimento continua a scendere ed è molto vicino alla soglia della perdita. Quindi i grandi investitori e gli hedge fund che avevano fatto queste scommesse dovevano trovare dei soldi per darli ai broker perché avevano delle posizioni in perdita, che venivano da azioni e obbligazioni
che erano crollate dall’inizio della guerra. E quindi: dove trovano questi soldi? Guardano il loro portafoglio, vedono l’incremento del valore dell’oro e cominciano quindi a venderlo, portando a casa i guadagni e sistemando la situazione con il broker, grazie appunto ai soldi di tale vendita.
Quindi vendono l’oro, realizzano dei guadagni e coprono i debiti con i broker.
E questo è quello che è accaduto e ha portato al crollo del prezzo dell’oro del 15% in 20 giorni: oggi nel mercato dell’oro sono presenti questi fondi speculativi che una volta c’erano molto meno.
Il mercato non è più solo un mercato di gioiellieri ma ci sono appunto nuovi player come gli hedge fund e il mercato da “noioso” è diventato un mercato interessante.
PREZZO DELL’ORO A 3 MESI

Il World Gold Council ha pubblicato il suo rapporto sulle tendenze della domanda di oro per il 2025: la domanda totale di oro nel 2025 ha superato per la prima volta le 5.000 tonnellate, per un valore di 555 miliardi di dollari che rappresenta un aumento del 45% rispetto all’anno precedente. I flussi di investimento più consistenti hanno stimolato la crescita complessiva della domanda, con un
aumento delle riserve globali di ETF in lingotti d'oro pari a 801 tonnellate, il secondo incremento annuale più significativo mai registrato, mentre la domanda di lingotti e monete ha raggiunto il massimo livello degli ultimi 12 anni. Le banche centrali hanno acquistato 863 tonnellate di oro.
La domanda per l’oro non viene solo da trader e da orefici ma tantissimo anche dalle Banche centrali che avevano cominciato a comprare dell’oro vendendo i dollari.
Oggi le banche centrali possiedono molto oro e se cominciano a venderlo in massa allora a quel punto il prezzo ne può risentire tanto.
Tuttavia non ci sono dati che ci dicono ufficialmente cosa stanno facendo le Banche Centrali.
Alcuni analisti sostengono che è probabile che comincino a vendere l’oro. E già anche solo questa supposizione fa crollare il prezzo.
Ma perché dovrebbero vendere l’oro?
Intanto perché il prezzo è ancora molto alto: è sceso ma è a 4.700 dollari per oncia quindi stanno già facendo profitto vendendolo a questo prezzo.
In più, hanno bisogno di vendere per poter poi gestire un ambiente inflazionistico nel proprio paese. (Se oggi vendo l’oro dopo avrò i soldi necessari per comprare e sostenere la mia valuta – per mantenerla stabile – in caso si cominci a deprezzare per via dell’inflazione).
Quindi questi due aspetti fanno crollare già oggi il prezzo dell’oro.
E se volessi vendere l’oro della nonna?
Come abbiamo detto, il prezzo dell’oro – nonostante il calo dovuto a quanto abbiamo analizzato fino ad ora – resta comunque molto alto, tra i più alti della storia.
Vendere i “gioielli di famiglia” è una scelta molto intima e personale. Ma se desiderate anche solo togliervi il dubbio circa il valore di alcuni oggetti che possedete (e togliere la polvere che vi si è depositata sopra…) sappiate che i Belloni sono a vostra completa disposizione per aiutarvi e valutarli per voi.

Collana Fatima, collezione Amataf, in oro etico giallo 18 kt