Ethical people

Nostra cliente affezionata

Rossella Beria

Lombarda di origine, divide il suo tempo tra Losanna, dove risiede, Parigi e Milano. Consulente raccolta fondi e comunicazione, amante dell’arte e del bello.

Come hai conosciuto Ethical Jewels?

Ho conosciuto E.J. oltre vent’anni fa, grazie ad una storica amicizia! Dunque, in un certo senso è stato casuale, ma è stato subito amore a prima vista! Ricordo che avevo appena letto un lungo articolo sull’industria dei diamanti, sul quasi monopolio da parte di un brand famoso, sulle nuove tecniche che portano a scoprire pietre sempre più grosse. Parlava di paesi, come il Botswana o la Namibia dove miglia e miglia di territorio sono inaccessibili alla gente perché i diamanti si trovano così, sul terreno, mischiati alla sabbia. Pensavo, da una parte: che meraviglia! e dall’altra che tristezza tutta questa ricchezza naturale in mano a pochissimi! Dunque ero spiritualmente pronta all’incontro!

Per che motivo hai deciso di acquistare i nostri gioielli?

Una volta che si è capito cosa spesso purtroppo sta dietro il mondo dell’oro e delle pietre preziose, se si è letto o visto qualche reportage sulle condizioni di vita dei minatori, credo sia difficile acquistare gioielli senza che il pensiero – e il cuore – vadano là… E’ come con le pellicce, una volta fatta mente locale che si tratta di animali appositamente uccisi e scuoiati, anche se sono “bellissime”, diventa impossibile acquistarne. E’ lo stesso per i gioielli, sparisce tutto il gusto, la gioia e la soddisfazione di indossare una pietra o un monile, se sappiamo che è stato causa di sofferenze. I gioielli sono nutrimento per la nostra sensibilità estetica, che – almeno per me – di certo non può scordarsi della sensibilità etica.

Ti senti coinvolta in prima persona nel farti ambasciatrice degli ideali di Ethical Jewels per una gioielleria sostenibile?

Sì certamente, quando capita di parlare di questo tema, mi piace farmi portatrice dei valori che sottostanno agli ideali di E.J. Mi piace raccontare, a chi non è bene informato, di quante brutture possono stare dietro ad un semplice anello. Le persone spesso non sanno o non fanno il collegamento diretto tra quanto hanno magari letto e la catenina stessa che portano al collo.
Soprattutto se pensiamo al valore simbolico che diamo ai gioielli ricevuti o dati in regalo (pensiamo alla fede nuziale o ai cuori), credo che la tranquillità sulle condizioni di lavoro che hanno portato alla creazione dell’oggetto che indossiamo siano davvero importanti. Ancora recentemente, in Svizzera, dove abito, sui giornali si è molto parlato del commercio di oro poco trasparente: per fortuna almeno se ne parla.

Se dovessi dare un voto alla qualità e al servizio della gioielleria quale sarebbe?

Davvero eccellente, direi! Ricordo di aver chiesto la realizzazione di un “eternity ring” che avevo visto esposto in un museo di Montreal e di cui mi ero letteralmente innamorata. Avevo solo una foto un po’ sfuocata, presa dalla vetrinetta del museo e E.J. si è attivato in vari modi per riprodurre un anello che si ispirasse a quello visto. Hanno fatto un prototipo in argento e zirconi, hanno perfino chiamato una delle curatrici del museo per farsi inviare una foto migliore e poter studiare l’anello! E, infine, lo hanno perfettamente realizzato. E’ una meraviglia e lo porto sempre al dito! A questo proposito mi è venuta un’altra idea per un fermaglio per capelli, vediamo…

Hai suggerimenti da darci per migliorare il nostro lavoro?

Non saprei, forse puntare sui giovani designers! C’è un mondo di giovani talenti e nuovi approcci per gioielli meno convenzionali e più creativi: mi attirerebbe molto.

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