proprietario di Ethical Jewels
Oggi abbiamo il piacere di pubblicare un’intervista fatta a Francesco Belloni, proprietario di Ethical Jewels insieme alla sorella Luisa Belloni e reduce da un nuovo viaggio in Sud America, alla scoperta delle nuove miniere AMATAF, nel cuore dell’Amazzonia peruviana.
Il mio interesse per l’origine dell’oro nasce all’inizio degli anni 2000, quando le guerre in Africa e il tema dei conflict diamonds ci spinsero, come famiglia Belloni, a cercare alternative più etiche per i materiali che utilizzavamo nella produzione dei nostri gioielli.
Tra il 2005 e il 2010 abbiamo conosciuto i primi progetti di estrazione responsabile dell’oro e successivamente la certificazione Fairmined e l’Alliance for Responsible Mining (ARM). Da allora abbiamo scelto di promuovere una gioielleria responsabile, diventando i primi licenziatari Fairmined in Italia.
Alla base della gioielleria etica e sostenibile c’è la conoscenza dell’origine delle materie prime. Per questo è fondamentale sapere non solo da dove provengono oro e gemme, ma anche conoscere le persone, le comunità e i territori che li producono. Solo così possiamo essere certi che dietro a un gioiello ci siano il pieno rispetto dei diritti umani, la tutela dell’ambiente naturale e un’equa remunerazione per chi lavora nelle miniere. Perché, come diciamo nel nostro claim, siamo davvero convinti che “Il bene più prezioso è la dignità”.
L’oro è un materiale straordinario, scelto dall’umanità fin dall’antichità per la sua bellezza, la sua resistenza e la sua straordinaria duttilità. Purtroppo, però, in molte parti del mondo la sua estrazione è ancora associata a gravi problemi ambientali, violazioni dei diritti umani e condizioni di lavoro poco sicure, soprattutto nelle miniere artigianali di alcune aree del Sud America e dell’Africa.
Esistono però – fortunatamente – esempi virtuosi, come le miniere certificate Fairmined, da cui acquistiamo il nostro oro, che dimostrano come sia possibile estrarre questo metallo nel rispetto delle persone, dell’ambiente e con benefici concreti per le comunità locali.
Siamo stati tra i primi al mondo ad acquistare oro dalle miniere certificate Fairmined della regione amazzonica del Perù. Quando ho scoperto che nella regione di Madre de Dios – nota soprattutto per l’elevatissima presenza di estrazione mineraria illegale – esistevano anche miniere certificate Fairmined, ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.
La curiosità di visitare le miniere da cui acquistiamo l’oro e, soprattutto, il desiderio di incontrare personalmente i minatori che lo estraggono sono stati i motivi principali del mio viaggio. Credo infatti che conoscere personalmente i minatori che hanno scelto la strada della legalità, conoscere il loro ambiente e il loro modo di lavorare sia una ricchezza vera per la mia vita professionale ma anche per la mia vita in generale.
Questo è il mio secondo viaggio in Perù. La prima volta ho visitato miniere Fairmined situate a 4500 metri d’altitudine, nel distretto di Ananea, non lontano da Puno.
Quest’anno invece sono stato nella regione Madre de Dios, nel cuore della foresta Amazzonica. E’ stato un viaggio che mi ha fatto vivere emozioni molto contrastanti. Da una parte ho visto le miniere illegali: accampamenti improvvisati, degrado, rifiuti ovunque e le conseguenze concrete e visibili dell’utilizzo del mercurio. È stato un vero pugno nello stomaco.
L’arrivo alla miniera Linda 2, del gruppo AMATAF, è stato invece come passare dall’inferno al paradiso.
Ho trovato una realtà completamente diversa: strutture dignitose e sicure, con dormitori, cucina, bagni, docce e spazi comuni ben organizzati, persino un campo da calcio per i lavoratori.
Anche il paesaggio racconta la differenza: dove le miniere illegali lasciano terreni aridi e devastati, la miniera Fairmined si presenta come un’oasi, grazie anche al suo impegno nel ripristino della foresta amazzonica, dimostrando che è possibile estrarre oro nel rispetto delle persone e dell’ambiente.
Io e la mia famiglia siamo molto orgogliosi di essere stati tra i pionieri della gioielleria etica in Italia e in Europa. È un percorso che ci ha dato maggiore consapevolezza del valore del nostro lavoro, ma, soprattutto, ci ha permesso di arricchire la relazione con i nostri clienti e di costruire un rapporto autentico con i minatori che estraggono l’oro che utilizziamo: ogni volta che li incontriamo percepiamo grande rispetto e gratitudine reciproci. Loro rendono possibile il nostro lavoro scegliendo di operare nel rispetto delle persone e dell’ambiente, in un contesto dove l’estrazione illegale è ancora molto diffusa. Noi, scegliendo il loro oro, contribuiamo a sostenere questo modello virtuoso.
È proprio questo che cambia il modo di fare gioielli: non acquistiamo semplicemente una materia prima, ma conosciamo le persone che ci sono dietro, i loro sogni, i loro ideali e le loro lotte. E questo dà ai nostri gioielli un valore umano che va ben oltre il loro valore economico.
Mi auguro che tutti gli operatori del settore prendano coscienza dei problemi legati all’estrazione mineraria illegale e comprendano che non è più possibile voltarsi dall’altra parte. Oggi esiste un’alternativa concreta: un’estrazione dell’oro responsabile, rispettosa delle persone e dell’ambiente.
La certificazione dell’Alliance for Responsible Mining rappresenta, a mio avviso, il più alto standard di sostenibilità e responsabilità nel settore minerario. Per questo invito sempre più aziende a ripensare il proprio modo di acquistare e produrre, scegliendo oro certificato Fairmined ed entrando a far parte della rete dei licenziatari Fairmined.
L’oro Fairmined è oro che restituisce dignità: alle persone che lo estraggono, ai territori che lo ospitano e a chi sceglie di indossarlo.