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  • Valori - Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità - Febbraio 2008
    Dal Canada un'alternativa etica.
    «IL KIMBERLEY PROCESS? Un sistema inefficace e pieno di falle,incapace di esercitare un controllo reale sulla filiera e del tutto impossibilitato a contrastare gli espropri o lo sfruttamento del lavoro elle miniere». Francesco Belloni, titolare dell’omonima gioielleria milanese non ha dubbi. Cita la tragica vicenda dei boscimani el Botswana, espropriati senza tutela per il semplice fatto che il loro Paese non si trova in stato di guerra, ridimensiona il valore del Kimberley Process e insiste su quella che, a suo parere, resta oggi l’unica alternativa realmente percorribile: quella degli “Ethical Diamonds”. Unica in Italia, la Belloni ha acquisito notorietà per essersi dedicata all’acquisto delle “pietre etiche”, gemme teoricamente immuni a conflitti, sfruttamento e terrorismo che provengono da miniere “sicure” come quelle di Diavik ed Ekati, nel Canada nord occidentale, e sono soggette alle garanzie della severa legge del loro Paese. Caratterizzata da una filiera corta che, secondo Belloni, permette di compensare maggiori costi del lavoro, la produzione degli Ethical Diamonds riguarda pietre di valore uguale o superiore ai 18 punti di carato (dai 400 euro in su), un tipo di gemme che costituisce ad oggi la metà dell’inventario della gioielleria milanese incidendo, va da sé, ben oltre il 50% sul suo valore complessivo. «Ogni sasso diamantifero estratto viene classificato con un numero identificativo che verrà successivamente inciso sul bordo della pietra tagliata. Fin dall’inizio è così possibile seguirne l’intero percorso» spiega il gioielliere milanese sottolineando come anche le gemme tagliate nei laboratori specializzati di Anversa e Tel Aviv rientrino in Canada prima di essere affidate a società distributrici abilitate a vendere solo ed esclusivamente ai dettaglianti finali. «Il rischio d’intrusione di qualche diamante “sporco” è molto limitato. Si tratta del sistema più efficace tra quelli in circolazione» aggiunge. L’output complessivo dei diamanti “etici” del Canada è assorbito quasi interamente dal mercato statunitense e per il futuro non si prevedono cambiamenti. «L’alto prezzo dei diamanti – spiega Belloni – non è determinato da una scarsa disponibilità, al contrario le pietre non scarseggiano di certo, ma piuttosto dalla posizione di sostanziale monopolio del gigante De Beers. Il monopolista stabilisce un prezzo e gli altri, Canadesi compresi, lo seguono per convenienza. La De Beers potrebbe scegliere di praticare prezzi più bassi per disfarsi dei rivali ma, dal momento che il mercato è ormai consolidato, una simile mossa non sarebbe conveniente». Le politiche anticoncorrenziali (ma non predatorie) del colosso di Johannesburg potrebbero quindi risultare determinanti nel garantire la sopravvivenza e il successo dei diamanti etici, ad oggi, unica alternativa naturale alle pietre rese complici della guerra, del terrorismo o più semplicemente dello sfruttamento.

  • Vita non profit magazine
    Dal Canada i diamanti che non grondano di sangue.
    ... A commercializzare e pubblicizzare questa linea è una gioielleria di Milano che lancia sul mercato italiano la prima linea di diamanti etici. "L'ispirazione", spiega Francesco Belloni, "ci è arrivata dalla conoscenza delle campagne di Survival in difesa dei popoli indigeni e a loro devolveremo il 5% del ricavato"... L'aggettivo etico affiancato a un diamante suona strano, eppure, nonostante la stranezza, la gioielleria milanese ha potuto lanciare gli "ethical diamond" quali pietre uniche in Italia...

  • CR corporate responsibility
    Nasce a Milano la prima linea di diamanti etici.
    Grazie all'impegno della Gioielleria Belloni, è nata a Milano Ethicaldiamond, la prima linea di diamanti etici, estratti, lavorati e commercializzati nel pieno rispetto dei diritti umani. Un alternativa concreta per chi ritiene che la dignità delle persone e dei popoli e la salvaguardia dell'ambiente rappresentino l'obiettivo e la condizione principale di un economia sostenibile...

  • Gioia
    Gioielli belli e buoni.
    I diamanti "puliti" esistono: vengono importati dal Canada dalla gioielleria Belloni di Milano e venduti con il marchio Ethicaldiamond by Gioielleria Belloni. Con la garanzia che ne certifica il paese d'origine, il rispetto dei diritti umani in tutta la filiera dall'estrazione alla vendita, e infine(come per gli altri diamanti) la purezza, il peso e il colore.

  • Vogue Gioiello
    Ethical Diamonds
    La Gioielleria Belloni, aperta a Milano nel 1926, è la prima a promuovere la commercializzazione di una linea di diamanti "etici", prodotti nel rispetto dei diritti umani. Ogni gemma, estratta e lavorata in Canada, è certificata con un numero di serie e un logo incisi al laser sulla pietra e da una garanzia che attesta come, durante tutta la filiera venga applicato il codice canadese che impone il rispetto di chi estrae e vende tali diamanti.

  • Natural Style
    Il diamante etico è per sempre, senza ingiustizie.
    Quando un minerale è puro? In genere lo si capisce dalla trasparenza e dalla brillantezza, e ci si fida della parola del gioielliere. Ma nessun minerale è veramente puro se per estrarlo sono state fatte guerre, se i minatori vivono come bestie, se l'ambiente viene devastato per scavare nuove miniere...Costano come quelli non certificati, a riprova del fatto che non è il rispetto dei diritti il costo su cui risparmiare.

  • Altreconomia
    Carati etici o quasi.
    ...questa è però la storia di una tensione "etica". La gioielleria Belloni sta in via Lamarmora, zona Porta Romana, a Milano. E' un negozietto non troppo grande e sta li dal 1955, da quando Attilio Belloni raccoglie l'eredità professionale del padre orologiaio. Un impresa famigliare: con Attilio, 73 anni -un mago nel far rivivere orologi, pendole- lavorano i suoi due figli Francesco e Luisa.......Francesco allora si mette alla ricerca del diamante "etico", del quale si possa cioè stabilire con certezza l'origine e dire che non è servito a finanziare ingiustizie. Alla fine incappa dei diamanti canadesi. Il Canada è da poco entrato nell'elenco dei paesi produttori di pietre preziose, e alcuni dei diamanti che da li provengono sono marchiati col laser per garantirne la provenienza. Francesco chiede conferme, scrive a Greenpeace, Wwf e agli stessi di Survival, e alla fine, a luglio, compra il primo diamante. A novembre lancia il suo prodotto, lo chiama "ethicaldiamond" e il comunicato stampa recita: "Acquistare diamanti significa diventare, nostro malgrado, complici di un sopruso. Oggi esiste un'alternativa"...

  • La Repubblica - TuttoMilano
    ...Diamanti etici sono in vendita presso la Gioielleria Belloni a partire da 450 euro, senza però costare più degli altri. Acquistare un Ethicaldiamond vuol dire avere la certezza che questa pietra è stata estratta in Canada nel rispetto dei diritti umani e dell'ambiente. In più, il 5% delle vendite dei gioielli etici sarà devoluto a favore di Survival International...

 

 
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