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Amnesty: violenze contro donne africane Print E-mail to a friend

Rapporto Amnesty: violenze contro donne africaneInadeguate le leggi approvate in molti Paesi

Tortura presente in almeno 61 Paesi in tutto il mondo, processi iniqui celebrati in 54 Stati e libera espressione delle idee vietata in 77. E’ un quadro di diritti violati quello che emerge dal “Rapporto Amnesty International 2008”, pubblicato in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo firmata all’Onu nel 1948.

In particolare, in Africa la piaga più grande è la violenza sulle donne e ragazze che ancora impera nel Continente. Secondo il Rapporto, non bastano i vari rafforzamenti del proprio quadro normativo realizzato da alcuni Paesi. Solo per fare alcuni esempi, in Sierra Leone un progetto di legge a sostegno dei diritti dei minori è stato convertito in legge solo dopo l’abolizione delle clausole che avrebbero consentito di perseguire le mutilazioni genitali femminili, mentre in Kenya, Liberia e Sudafrica donne e ragazze hanno continuato a subire abusi nonostante le leggi approvate nel 2006.


In Malawi bambini e bambine sono obbligati a lavorare nelle piantagioni, e in Mauritania il Governo ha adottato una legge che ascrive a reato penale la schiavitù, chiara dimostrazione del fatto che questa, nonostante la sua abolizione di 26 anni fa, continua a essere praticata.

Rapporto Amnesty: violenze contro donne africane

 
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