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Harley, due ruote nella leggenda | Harley, due ruote nella leggenda |
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Le tappe storiche della moto made in Usa Un museo a Milwaukee celebra il mito americano che dura da più di un secolo. Ci voleva un'opera grandiosa per celebrare il 105° anniversario della casa motociclistica più longeva e famosa. È il nuovo Harley Davidson Museum aperto a Milwaukee , negli Stati Uniti, dal 12 luglio. Tredici gallerie a tema per il più grande museo della moto nel mondo. Più di 12.000 metri quadrati di area espositiva circondati da oltre 81.000 mq di parco aperto al pubblico per 364 giorni l'anno. Un atto dovuto a l marchio di Milwaukee che da più di un secolo va a braccetto della storia. Due guerre mondiali, da 100 anni fornitore della polizia USA, oggetto del desiderio per artisti, showmen e attori famosi, protagonista di film cult che hanno lanciato nuove mode. Colpita dalla crisi nel '69 la casa del logo «bar & shield» è finita in mano al gruppo AMF. Ma dopo dodici anni è tornata indipendente e più forte di prima, con quasi 350mila moto di lusso vendute ogni anno nel mondo. E con un esclusivo club di proprietari, l’Harley Owners Group, che conta 1.104.762 iscritti in 130 paesi. Per raccontare le 450 imperdibili moto d'epoca, i documenti, le fotografie, l’abbigliamento, i gadget e i giocattoli presenti al museo non basterebbe un’enciclopedia. Più che un archivio storico, l'Harley Davidson Museum è un percorso dell’anima che inizia con la prima motocicletta costruita dai fondatori nel 1903. È in un'arca di cristallo che poggia sulle assi di legno del capanno in cui sono nati l’idea e il prototipo. Segue la parata dei Panhead, Knukelhead e Sowelhead, della Sportster e dell'Electra Glide, nomi di motori e modelli che firmano le epoche e le generazioni. E poi le WLA militari del 1945, molte delle quali lasciate in Italia alla fine della seconda guerra mondiale. Le raffinate moto da corsa dell’italiana Aermacchi, assorbita dal gruppo USA negli anni settanta, sono esibite con orgoglio. Ci sono anche le foto di un imberbe Elvis Presley, sulla sua Harley, e le moto del cult movie Easy Rider su cui i giovani ribelli, interpretati da Denis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson, compiono la loro fuga romantica e drammatica «on the road». Una tappa importante è l’esemplare dei Booze-fighters, i motociclisti del raduno di Hollister, in California, evento del 1942 condannato dalla rivista Life Magazine come la festa più scandalosa dell’epoca. Ma che ha dato vita alla moda dei «bobber», motociclette personalizzate nate con il marchio Harley e copiate da molti altri. Sono solo alcune delle storie infinite raccontate dal museo che hanno portato migliaia di giovani a cercare se stessi per le strade del mondo al ritmo dei bicilindrici di Milwaukee. Una testimonianza unica per raccontare la storia di una grande Harley Davidson, protagonista del sogno, della fantasia e di un credo immutabile nel tempo. Valerio Monaco |
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