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Nuovo sopruso per i Boscimani del Botswana

Un gruppo di Boscimani Lo sfratto con cui il governo del Botswana ha imposto nel 2002 ai Boscimani di allontanarsi dai loro territori di appartenenza era evidentemente solo il primo passo. Adesso è stata approvata l'apertura di una miniera di diamanti nella Central Kalahari Game Reserve mentre è ancora in corso il processo di appello nel quale i Boscimani sperano per rimuovere il divieto imposto dalle autorità locali a usare le risorse idriche dell'area.

In altre parole, se anche i Boscimani dovessero vincere la loro causa, si troverebbero di fronte un territorio che nel frattempo è stato dato in gestione alla Gem Diamonds per sfruttare il giacimento di diamanti nei pressi delle comunità boscimane di Gope. Dal canto suo Gem Diamonds sostiene di aver agito nel rispetto e con il consenso degli stessi Boscimani, ma l'ong Survival International obietta che gli studi di impatto della miniera sul territorio sono stati fatti sotto l'egida della stessa Gem Diamonds e non da parte di consulenti indipendenti.

Ma qual è la situazione dei Boscimani in questo momento? Dopo gli sfratti comminati dal governo del Botswana ormai quasi dieci anni fa, questo popolo che da millenni occupava quelle terre è stato relegato in quelli che le ong definiscono senza mezzi termini "campi di concentramento". Il divieto governativo è particolarmente duro in quanto, oltre a impedire ai Boscimani di estrarre l'acqua da quelle che sono di fatto le loro terre, vieta loro anche una fonte di sostentamento come la caccia, con la paradossale motivazione che queste attività danneggerebbero la fauna endogena.

Motivazione apparsa a molti quantomeno pretestuosa, che nasconde il vero scopo: fare letteralmente piazza pulita dei popoli ancestrali della Central Kalahari Game Reserve per potervi iniziare senza disturbo l'attività di estrazione dei diamanti. Attività che comportano una forte invasività, con l'edificazione di strutture e infrastrutture che avranno – queste sì – un impatto considerevole sull'ambiente. In piena contraddizione, dunque, con le motivazioni "ecologiste" che avrebbero convinto i governanti locali a sradicare i Boscimani dalla loro terra.

 
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