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Anche i cellulari possono essere "bloody"

Se anche i cellulari possono essere Non sono solo i diamanti "sporchi" a finanziare sfruttamento delle persone e guerre in Africa. Il continente, e in particolare il Congo Orientale, rappresenta una terra di saccheggio per alcuni dei minerali alla base dei componenti per prodotti hi-tech come smartphone, computer e videogame.

In Congo, per circa 5 dollari al giorno i minatori estraggono, per esempio, il tantalio, derivato dal coltan, che serve a ottimizzare la durata delle batterie di dispositivi elettronici come, appunto, telefonini e notebook. Si stima che il traffico del tantalio sia alla base della guerra tra esercito governativo e bande ribelli che ha causato oltre 5 milioni di persone e dello stupro di centinaia di migliaia di donne negli ultimi dieci anni.

Secondo quanto denunciano Ong come Enough Project, il giro di affari generato dal tantalio e altri minerali in Congo raggiunge gli 185 milioni di dollari all'anno, cifre da capogiro paragonate alle misere condizioni degli operai che, oltre a essere praticamente schiavizzati, sono esposti agli effetti collaterali del coltan, particolarmente radioattivo e pericoloso.

A smuovere le acque, oltre alle Ong, è stato il "New York Times" che, con un recente articolo di denuncia ha chiamato in causa multinazionali come Apple e Intel, le quali però rispondono che è per loro impossibile tenere traccia dei vari passaggi della materia prima per capire se quello che loro acquistano è un minerale "sporco" o meno.

Corruzione e intermediari inaffidabili rendono complesso un controllo rigoroso, ma si sta ora cercando di porre rimedio attraverso un tracciamento, per legge, più rigoroso. A rendere complicata l'applicazione di regole e controlli è la sventurata unione di interessi tra carnefici e vittime che, in aree depresse come queste, sono disposti a rischiare la propria vita per pochi dollari.

Nel frattempo, come sempre, l'arma più forte è quella in mano ai consumatori. Leggere, informarsi, capire quali prodotti finanzino in maniera più o meno diretta sfruttamento e guerre e, di conseguenza, orientare i propri consumi su chi rispetta la dignità delle persone.

In attesa di una sorta di "Canadamark" che, come per gli Ethical Diamonds, possa garantire l'eticità dei prodotti hi-tech.

 
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