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Come si estrae l’oro, tra filoni e vene aurifere | Come si estrae l’oro, tra filoni e vene aurifere |
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Esistesse una gara tra i maggiori produttori di oro nel mondo, il Sudafrica non avrebbe rivali, grazie al controllo di circa due terzi di tutto l’oro estratto sulla faccia della Terra. Basti pensare che la città sudafricana di Johannesburg fu costruita sulla sommità di uno dei più grandi giacimenti del globo. Molto più indietro, si giocano il secondo posto altri grandi produttori come Canada, Stati Uniti con gli Stati del South Dakota e Nevada, Australia e Russia. In Italia, l’oro è presente in piccole quantità nei fiumi Po e Ticino, anche se nelle viscere del Monte Rosa è presente un giacimento di 20 chilometri non sfruttabile per alcuni problemi ambientali e di sicurezza.
Ma come si estrae l’oro? Partiamo dalla chimica: a causa della sua elevata inerzia chimica, l’oro si trova in natura principalmente allo stato nativo, presentandosi di colore giallo , o legato ad altri metalli sottoforma di granelli, pagliuzze e pepite anche di colore rosso e bianco . In ogni caso, le principali fonti dell’oro sono rappresentate dalle rocce ignee e dai depositi alluvionali. Per quanto riguarda le prime, si tratta di rocce calcaree sedimentarie che contengono tracce d’oro e di altri metalli. L’oro è estratto attraverso il processo chiamato metallurgia estrattiva. |
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Granelli, pagliuzze e pepite in rocce ignee e depositi alluvionali




