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Che cos’è l’oro: storia di un mito

Che cos’è l’oro: storia di un mito Simbolo di valore e purezza, dalla preistoria al futuro

È antico come la Storia, ma è più in forma che mai. Il rapporto unico tra oro e esseri umani nasce nella Preistoria, quando divenne il primo metallo in assoluto a essere utilizzato per la manifattura di ornamenti, gioielli e rituali, grazie alla sua estrema tenerezza, duttilità e malleabilità. Anche nell’Antico Egitto l’oro è descritto nei geroglifici del XIV secolo a. C. dal re Tushratta di Mitanni.

L’oro è citato spesso anche nell’Antico Testamento, perché la parte sudorientale del Mar Nero era ricca di miniere d’oro sfruttate fin dai tempi di re Mida. A lungo considerato uno dei metalli più preziosi, il suo valore venne usato in vari periodi storici come base per le valute di molti Stati: le prime monete d’oro furono coniate dal re di Creso, sovrano della Lidia, nell’Asia Minore occidentale, intorno al 560 a. C.

Nel corso della Storia l’oro ha via via acquistato la luminescenza del mito, entrando di diritto anche nelle cronache delle religioni più importanti: in base al Vangelo secondo Matteo, l’oro fu uno dei doni portati dai Re Magi al Bambin Gesù, mentre nel Buddismo rappresenta uno dei sette tesori. Più avanti, mentre gli alchimisti tentavano inutilmente di trasformare il piombo in oro attraverso la “pietra filosofale”, la scoperta delle Americhe fu alimentata proprio dalla febbre dell’oro, esplosa grazie ai racconti dei primi esploratori che parlavano della gran quantità di oggetti d’oro indossati dalle popolazioni native.

La stessa febbre nel XIX secolo si trasformò in una vera e propria corsa all’oro in direzione di California, Colorado, Otago centrale, Australia, Witwatersrand, Black Hills e Klondike. Nonostante ciò, ben il 75% di tutto mai prodotto nel mondo è stato estratto dopo il 1910.

Oggi, l’oro ha conquistato il ruolo di investimento sicuro per eccellenza , capace di proteggere gli investimenti di lungo periodo soprattutto nel corso di periodi di congiuntura economica negativa. L’oro infatti è il metallo più duttile e malleabile conosciuto, e si presenta in natura con un colore giallo , anche se legato con altri metalli quali rame, argento e ferro assume altri colori come il rosso e il bianco . Si trova in natura sottoforma di pepite, grani e pagliuzze nelle rocce e nei depositi alluvionali.

Oltre che come materiale da investimento, l’oro è utilizzato in numerosi altri campi: dalle componentistiche elettroniche in molti computer, apparecchi per telecomunicazioni, motori jet e applicazioni industriali ai rivestimenti protettivi di molti satelliti artificiali; dagli utilizzi medici ai prodotti ornamentali come gioielli e orologi d’oro . E non c’è dubbio che, in futuro, la lista è destinata a crescere.

 

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Commenti  

 
0 #2 Francesco 2011-09-03 21:40
L'oro è diventato così importante per diverse ragioni: quando è puro non si ossida e quindi mantiene lo stesso colore e struttura, si può dire, in eterno. Il colore giallo brillante ha sempre esercitato un fascino quasi magico, e se questo vale per noi, figuriamoci nell'antichità!
Un'altra ragione è la sua temperatura di fusione che, quando è puro, supera i mille gradi, una delle più alte tra i metalli e quindi, anche per questo motivo, soprattutto nell'antichità, difficilmente corruttibile. Allo stesso tempo, però e morbido e quindi facilmente malleabile...insomma le ragioni sono moltissime.
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+1 #1 Dalila 2011-09-03 09:22
Mi chiamo dalila, ciao, volevo sapere .. e perchè proprio l'oro è diventato così importante? :-?
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